1) Schelling. Stato di natura e riflessione.

Per Schelling l'attivit della riflessione  necessaria, ma
produce una separazione, quella fra soggetto conoscente ed
oggetto, che poi deve essere superata affinch sia riunito ci che
all'origine era unito.
F. W. J. Schelling, Primo abbozzo di un sistema della filosofia
della natura, Introduzione (pagina 417).

Come sia possibile un mondo fuori di noi, come sia possibile una
natura e con essa l'esperienza, sono domande che dobbiamo alla
filosofia, o, meglio,  proprio con queste domande che  sorta la
filosofia [_].
Non appena l'uomo si mette in opposizione col mondo esterno, il
primo passo verso la filosofia  fatto. E' con quella separazione
che incomincia la riflessione; d'ora innanzi l'uomo separa ci che
la natura aveva unito per sempre, separa l'oggetto
dall'intuizione, il concetto dall'immagine, e infine (facendosi
oggetto a s stesso) s stesso da s stesso.
Ma questa separazione  soltanto mezzo, non fine. Infatti
l'essenza dell'uomo  l'azione. Ma quanto meno egli riflette su s
stesso, tanto pi  attivo. La sua attivit pi nobile  quella
che ignora s stessa. Non appena egli si fa oggetto a s stesso,
quello che agisce non  pi l'uomo intero: egli ha soppresso una
parte della sua attivit per poter riflettere sull'altra [_].
La mera riflessione  dunque una malattia dello spirito umano, non
solo. ma quando estende il suo dominio su tutto quanto l'uomo, 
quella malattia che uccide in germe la sua pi alta esistenza, ed
alle radici la sua vita spirituale, che rampolla solo
dall'identit. Essa  un male che accompagna l'uomo nella vita, e
distrugge in lui ogni intuizione anche nel caso dei pi comuni
oggetti della conoscenza. La sua opera di scissione non si limita
per soltanto al mondo fenomenico: essa, separando da quest'ultimo
il principio spirituale, riempie il mondo intellettuale di
chimere, contro le quali, poich stanno del tutto al di l della
ragione, non  possibile lotta alcuna. Considerando il mondo come
una cosa in s che n intuizione n immaginazione, n intelletto
n ragione riescono a raggiungere, essa rende permanente quella
separazione fra l'uomo e il mondo.
Di contro ad essa sta la vera filosofia, che considera la
riflessione in generale come semplice mezzo. La filosofia deve
presupporre quella separazione originaria, giacch senza di essa
non avremmo alcun bisogno di filosofare.
Perci essa non accorda alla riflessione che un valore negativo.
La vera filosofia parte da quella separazione originaria per
riunire con la libert ci che nello spirito umano era
originariamente e necessariamente unito, cio per superare per
sempre quella separazione.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagine 90-91.
